PITIGLIANO

La storia di Pitigliano – Pitigliano custodisce i ricordi del suo antico passato, delle sue civiltà e delle culture che si sono succedute nei secoli. Questa rupe è stata abitata dagli uomini preistorici dell’età del bronzo con ritrovamenti del periodo Neolitico e poi nell’età del rame; dagli Etruschi, come testimoniano le vie cave e le Necropoli rinvenute nel territorio circostante e la vicina Veio; dai romani con fattorie e villaggi posti sulle strade principali e da un importante famiglia, la gens Petilia, da cui deriva il nome Pitigliano. Il primo documento che si conosce dove Pitigliano appare per la prima volta come luogo geografico è in una bolla di Nicola II inviata ai religiosi di Sovana. Dalla famiglia Medievale degli Aldobrandeschi, i signori della Maremma per circa mezzo millennio. Dalla famiglia romana degli Orsini nel rinascimento e poi dai Senesi, dai Medici e dai Lorena che furono artefici di un notevole fase di modernizzazione e sviluppo urbanistico.

Pitigliano la città del tufo – Pitigliano oltre a far parte del club “I Borghi più belli d’Italia” è stato decretato dal concorso “Il borgo dei borghi” (indetto domenica 7 dicembre 2014 dalla trasmissione di Rai 3 Alle falde del Kilimangiaro) Il Borgo più bello della Toscana. Sorge in provincia di Grosseto, nel sud della Toscana, ai confini con la Maremma Toscana. Chi proviene da Manciano, percorrendo la SS 74 Maremmana e vi arriva per la prima volta si troverà di fronte all’improvviso ad uno spettacolo straordinario: case e torri medievali a strapiombo, burroni e grotte scavate nel tufo, pareti di roccia altissime che dominano il fondovalle dove scorrono i fiumi Lente, Meleta e Prochio.

Il Quartiere Ebraico – Pitigliano, a seguito delle restrizioni dovute alle Bolle papali dello Stato Pontificio, ospitò gli ebrei fin dalla fine del quattrocento e divenne per loro un importante centro di rifugio nell’Italia centrale. Negli anni, la piccola comunità ebraica occupò la parte sud del paese, l’odierna via Zuccarelli (Il Ghetto) dove sorsero: la Sinagoga, il forno delle azzime, la scuola, la cantina scavata nel tufo dove si produceva il vino kasher, la macelleria kasher, il bagno di purificazione per le donne e la tintoria. Lo sviluppo della comunità ebraica, grazie alla sua vivacità economica e culturale e soprattutto alla convivenza pacifica fra ebrei e cristiani, caratterizzò la “Piccola Gerusalemme” (come fu soprannominata Pitigliano) per oltre cinque secoli.

Il Bianco di Pitigliano – La natura dei terreni, la luminosità ed il clima mite della zona hanno favorito nei secoli lo sviluppo di una fiorente viticoltura che ha prodotto uno dei vini bianchi italiani di maggiore qualità: il celebre “Bianco di Pitigliano” che ha ricevuto nel 1966 una delle prime DOC riconosciute in Italia. La stessa cosa si può dire per l’ottimo olio extra vergine d’oliva, ricavato dalla spremitura a freddo che, accostato con il vino, rende ancor più gustosi i piatti tipici di questa zona.

Cosa vedere a Pitigliano – Molte sono le cose che meriterebbero di essere viste a Pitigliano. Avvicinandosi al borgo la prima cosa che salta agli occhi, guardando sulla destra, sono i giganteschi archi dell’Acquedotto Mediceo, realizzato dai Medici dal 1636 al 1639. Da Piazza Petruccioli si entra nel centro storico e con l’acquedotto sulla sinistra si arriva alla Fortezza Orsini e al Palazzo Orsini di origine Aldobrandesca. In piazza Gregorio VII scopriremo il duomo dei Santi Pietro e Paolo, in via Zuccarelli il Ghetto Ebraico e in via Generale Orsini la duecentesca chiesa romanica di Santa Maria. Appena fuori dalle mura potremo ammirare il Santuario della Madonna delle Grazie e dal suo giardino apprezzare lo splendido panorama di Pitigliano; la chiesa e il convento di San Francesco nel Parco Orsini; infine sulla strada che arriva a Manciano il cimitero ebraico, la Necropoli Etrusca di Poggio Buco e il suo antico insediamento già abitato in età protostorica.