GLI ETRUSCHI E LE VIE CAVE

Origini della civiltà Etrusca – Gli etruschi erano esperti mercanti e raffinati artigiani della ceramica e dell’oro, sono ricordati per capacità artistiche, fantasia, intraprendenza e per l’abilità nella gestione dei traffici marittimi del Mediterraneo. La civiltà Etrusca si diffuse nella penisola italiana agli inizi dell’Età del Ferro intorno al X-IX secolo a.C. I primi insediamenti furono nella Pianura Padana, Toscana, Alto Lazio e Campania. Il mistero Etrusco – Molte sono le ipotesi (discordanti tra loro) sulla loro provenienza: Erotodo narrava di genti provenienti dalla Lidia (Asia Minore) che, a causa di una terribile carestia, presero la via del mare e guidati dal condottiero “Tirreno” approdarono in territorio italico. Dionigi di Alicarnasso sosteneva che erano un popolo originario del luogo, una terza ipotesi accosta gli Etruschi al popolo dei Reti delle Alpi, quindi provenienti dal nord. Attualmente l’etruscologia si orienta su due posizioni diverse: in Italia si ritiene che la civiltà etrusca debba la sua formazione ad un lento processo di integrazione tra la popolazione autoctona dell’Italia centrale e la cultura villanoviana, oltre ad influenze culturali e linguistiche dall’Oriente e dall’Europa centrale; mentre altri studiosi fondano le proprie teorie su raffronti linguistici e quindi sostengono l’origine orientale ed in particolare quella Greca e Turca.

Gli Etruschi della Maremma – La civiltà Etrusca Maremmana, la cui fama raggiunse nel VI sec. a.C. il suo massimo splendore, era colta, laboriosa e aristocratica, lo dimostrano le numerose testimonianze raccolte nelle città più famose come Roselle, Vetulonia, Sorano, Sovana, Pitigliano e Ghiaccio Forte. L’abilità nel commercio, l’amore per l’arte e per la bellezza, ma soprattutto la vocazione alla pace non contribuirono a creare una forte compattezza interna. Fu proprio la mancanza di uno stato unitario il motivo della scomparsa della civiltà etrusca, infatti dopo la presa di Veio nel 396 a.C., le altre città non si unirono e non intervennero subito, fu questo il motivo per cui, prima Roselle nel 294 a.C. e poi tutta Etruria Maremmana cadde sotto il dominio romano.

Le vie Cave – Vicino alle Necropoli Etrusche si trovano spesso delle strade particolari denominate “Vie Cave” chiamate anche “Cavoni” oppure “Tagliate”. Le “Vie Cave” sono dei suggestivi passaggi, scavati tra pareti di tufo, alti più di 20m, lunghi circa un Km, e larghi 3m. Al loro interno si trovano tombe, croci uncinate, tabernacoli e nicchie. Le Vie Cave sono presenti solo in Maremma; nell’area tra Pitigliano, Sorano, Sovana e San Quirico. Le più conosciute sono: la Via Cava di San Rocco a Sorano; Il Cavone e la Via Cava di San Sebastiano a Sovana; la Via Cava di San Giuseppe, della Madonna delle Grazie e di Fratenuti a Pitigliano. Questi sentieri non hanno paragone con altre civiltà del mondo antico. Il motivo della loro realizzazione ancora oggi non è certo: alcuni studiosi sostengono che sono vere e proprie strade di comunicazione, scavate nel tufo per collegare i centri abitati e ridurre al minimo i grossi dislivelli tra il fondovalle e il piano soprastante; altri le considerano percorsi sacri dove ogni si svolgevano cerimonie e processioni per onorare i defunti; altri ancora affermano che fossero opere di ingegneria per far defluire le acque. Le particolari condizioni climatiche e ambientali sviluppatesi nel corso dei secoli, hanno favorito la crescita di vari tipi di felci, muschi e licheni che donano a questi percorsi un suggestivo riflesso verdastro.

Parco Archeologico “Città del Tufo” – Il Parco Archeologico “Città del Tufo” è nato per decisione del comune di Sorano con lo scopo di valorizzare il patrimonio storico, culturale e naturalistico del suo territorio. Oltre alle testimonianze del periodo etrusco, del parco fanno parte numerose costruzioni di epoca medioevale. L’area si estende tra Sorano, Sovana e Vitozza (San Quirico di Sorano) e comprende: il borgo e la necropoli di Sovana; la Fortezza Orsini e il Masso Leopoldino a Sorano; l’insediamento rupestre di San Rocco; l’insediamento rupestre di Vitozza (San Quirico di Sorano) e le sue duecento grotte.